Dipendenza da gioco, in Toscana è attivo l'osservatorio regionale

30 GEN

Si è tenuta in data 26/01/2017 presso il Consiglio regionale della Toscana la prima seduta del neo-Osservatorio sul fenomeno della dipendenza da gioco, previsto dalla legge regionale n. 57/2013 “Disposizioni per il gioco consapevole e per la prevenzione della ludopatia” e costituito con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 166/2016.
Secondo quanto previsto dalla normativa, all’Osservatorio sono stati assegnai i seguenti compiti:
-osservare, studiare, monitorare il fenomeno della dipendenza da gioco
-formulare pareri, proposte di strategie e linee d’intervento al Consiglio regionale e alla Giunta regionale, per elaborare azioni di prevenzione, contrasto e trattamento delle dipendenze patologiche correlate al gioco
-formulare proposte per organizzare un servizio di primo ascolto, assistenza e consulenza, anche adottando un numero verde e un sito web d’informazione
-promuovere campagne di informazione per la prevenzione e la sensibilizzazione sulle conseguenze derivanti dall'abuso patologico del gioco.

Durante l’incontro, presieduto dalla consigliera regionale Serena Spinelli in qualità di presidente dell’osservatorio, si sono tenute tre audizioni in merito al fenomeno del gioco d’azzardo patologico (GAP):  la stessa consigliera Spinelli ha affrontato il tema delle azioni di contrasto, cura e prevenzione del GAP intraprese dalla Regione Toscana; Arcangelo Alfano (Direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale - Settore Organizzazione delle cure e percorsi cronicità) ha presentato il Piano regionale di contrasto al GAP; Fabio Voller (coordinatore dell'Osservatorio epidemiologia ARS Toscana) ha infine esposto gli aspetti sanitari ed epidemiologici del gioco d'azzardo in Toscana(vedi presentazione allegata).

Il quadro epidemiologico del GAP in Italia e Toscana

Le indagini statistiche e gli studi più recenti indicano che il volume del gioco aumenta in presenza di forti crisi sociali, coinvolge soprattutto le classi socio-economiche più basse della popolazione contribuendo all'aumento della disuguaglianza e rappresenta un’alternativa all’azione costruttiva per accedere al reddito.
Dopo il progressivo aumento della raccolta di denaro da gioco (il volume di spesa prima di erogare le vincite) registrato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato (AAMS), dal 2008 al 2011 e la successiva battuta d’arresto verificatasi nel 2012, si assiste, già a partire dal 2014, ad una tendenziale ripresa. La raccolta di denaro infatti ammonta nel 2016 a circa 95 miliardi di euro contro i circa 88,2 mld.  di euro nel 2015  e i circa 84,5 mld. di euro nel 2014. I giochi che vanno per la maggiore sono ancora quelli con vincita immediata (slot, videopoker, lotterie e Gratta e Vinci). Secondo la stessa fonte in Toscana, sempre nel 2015, la raccolta di denaro da gioco è arrivata a 4,6 milioni di euro con una vincita pari a 3,5 milioni di euro e una spesa di oltre 1 milione di euro e una spesa pro capite di circa 350,00 euro (media nazionale stimata 341,30 euro).
Come oramai noto e assodato , se per la maggior parte delle persone il gioco d’azzardo (fenomeno sociale in continua crescita che in Italia coinvolge circa 27 milioni di persone) rappresenta solo un passatempo e risponde ad un bisogno di socializzazione,  per molte persone (circa un milione in Italia secondo numerosi studi epidemiologici) è una vera e propria malattia definita appunto “Gioco d’Azzardo Patologico (G.A.P.)” che solo di recente è stata inserita nei LEA .
Oltre l’80% della popolazione adulta infatti gioca o ha giocato a un gioco d’azzardo. Nel mondo, la prevalenza di giocatori patologici e problematici coinvolge dallo 0,5% al 7,6% della popolazione adulta. In Italia infatti sarebbero oltre 800.000 gli italiani a farne le spese in termini di patologici (1,5%) (IPSAD Italia 2013-14). La Relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze (Dipartimento Politiche Antidroga) 2015, stima il totale di pazienti in carico ai Servizi per GAP in oltre 12.300 persone. In Toscana, secondo la stessa fonte, sarebbero circa 30.000 i residenti toscani affetti da gioco d’azzardo patologico (GAP) e, nel 2015, erano circa 1.500 gli utenti in carico presso i Servizi per le Dipendenze in cura per la stessa patologia, un dato significativo considerando che solo sei anni fa erano circa 300.
La questione si presenta ancor più delicata quando ci riferiamo alla fascia giovanile della popolazione in quanto più vulnerabile alla pratica dei giochi d’azzardo e alle conseguenze che possono derivare da un loro abuso o dipendenza. Secondo quanto rilevato dal CNR nell’ultimo studio ESPAD Italia 2015 si registra un aumento delle prevalenze di gioco. Quasi la metà degli intervistati (49%) ha giocato d?azzardo almeno una volta nella vita e il 42% l’hanno fatto nell’anno precedente la rilevazione. L’aumento è generalizzato per tutte le fasce d’età, in quasi tutte le aree geografiche e per entrambi i sessi: anche se la percentuale più alta resta quella fra i ragazzi, 51% contro 32% delle femmine. Inoltre circa l’11% degli studenti tra i giocatori d’azzardo dell’ultimo anno ha un comportamento definibile “a rischio” e l’8% circa “problematico”, senza alcuna variazione rispetto alla rilevazione precedente.

In Toscana il fenomeno del gioco d’azzardo tra i giovani viene rilevato con lo studio EDIT condotto dall'ARS ogni tre anni a partire dal 2005 su un campione di studenti (14-19 anni). La prevalenza del gioco nella vita riferita al 2015, risulta lievemente inferiore al dato nazionale e riguarda il 47% del campione (58,1% nel 2011), il 59% tra i maschi e il 34% tra le femmine. I giochi preferiti sono ancora le scommesse sportive e i Gratta e Vinci. La spesa media per scommessa non supera i 10 euro per oltre la metà dei giocatori. Inoltre al campione è stato somministrato il Lie/Bet Q, un test di screening per identificare la quota di ragazzi potenzialmente a rischio di sviluppare un problema con il gioco. I positivi a questo test rappresentano il 7,3%, con forti differenze di genere, anche nella distribuzione per età: le prevalenze delle femmine rimangono costanti, mentre quelle maschili aumentano proporzionalmente.

Sono intervenuti nella discussione successiva alle tre già citate audizioni i vari rappresentanti delle agenzie pubbliche (come il Dr Intaschi Guido, Responsabile del Servizio Dipendenze di Viareggio, per l’Azienda USL Toscana Nord Ovest) e del III settore membri dell’Osservatorio regionale, che hanno chiesto il divieto assoluto di pubblicità per il gioco d'azzardo (come per il fumo) ed altri interventi preventivi che possano far ridurre l'offerta di azzardo tutelando in particolare le fasce più deboli della popolazione (minorenni, classi socio-economiche più basse etc...).

Hanno collaborato nel tempo al progetto ...

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